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Diario
6 agosto 2009
Estate
Provo a concentrarmi sulle tue parole, sempre dirette all’obiettivo e mi sorprendo a desiderare che tu perda il filo del discorso che tu ti confonda e l’odore dell’estate che tramonta ti disorienti
Ti ascolto mentre progetti e realizzi Dividi i compiti e le responsabilità E spero che un nodo ti stringa la gola e la luce del tardo sole estivo Ti chiuda lo stomaco con la sua delicatezza
La tua voce è poco più d'un eco Ormai che sono scivolata nel gorgo dei tuoi occhi Non sò se raccogiere le parole che galleggiano nell’aria O lasciarmi vincere dalla prepotenza del tuo sguardo
Adesso vorrei proprio che l’odore della pioggia caduta Ti cogliesse impreparata E ti rendesse muta e meravigliata.
Allora io potrei dirti che la bellezza di quest’estate t’invidia la trasparenza della pelle e la luce che entra dalla finestra è cieca di fronte al chiarore del tuo viso
Ma tu non ti lasci distrarre dal mondo, ed io non mi decido a distrarmi da te.
| inviato da Bluelektra il 6/8/2009 alle 13:50 | |
11 luglio 2009
Dopo che...
Dopo che
Dopo aver scalato i quarantanove scalini della saggezza alla ricerca di un indizio Dopo aver rubato le battute migliori nascosto dietro le quinte di un palcoscenico Dopo aver indossato ogni tipo di maschera Dopo essermi strappato la pelle Dopo averti fatto ubriacare Dopo avere immolato i miei giorni per te Dopo essere entrato fino alle ginocchia nell'acqua gelida per vederti ridere Dopo aver ballato musica di merda credendo di farti ridere Dopo essermi illuso che alla fine mi avresti amato Dopo aver progettato viaggi Dopo averti letto i miei racconti inediti Dopo averne accettato le tue critiche arbitrarie Dopo averti fatto spazio nel mio letto Dopo averti fatto spazio nelle mie vene Dopo averti risparmiato quando ero già pronto ad ucciderti Dopo aver preso a morsi i mobili della mia stanza per non ucciderti Dopo aver visto morire inosservate le mie battute migliori Dopo averti amato Avuto conferma di vento a favore tolgo gli ormeggi
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| inviato da Bluelektra il 11/7/2009 alle 19:21 | |
27 settembre 2008
Stavolta lo faccio!
| inviato da Bluelektra il 27/9/2008 alle 13:39 | |
25 settembre 2008
L'Impiccato

Per le radici dei capelli mi afferrò un qualche dio. Ai suoi azzurri volt mi rattrappii come un profeta nel deserto
Le notti sgusciarono via come palpebre di lucertola: Un mondo di vani giorni bianchi in una buca senz'ombra.
Una noia d'avvoltoio mi appuntava a quest'albero. Farebbe anche lui come me, se lui fossi io.
(Sylvia Plath)
| inviato da Bluelektra il 25/9/2008 alle 16:4 | |
29 agosto 2008
Omofobia parte seconda
E' ora di smentire un pregiudizio fortemente radicato nel nostro paese: quello secondo il quale la cultura siciliana sarebbe intrisa di machismo ed omofobia. I seguenti video offrono un'immagine radicalmente diversa dallo stereotipo del sicilano retrivo e razzista. Al contrario, sembrerebbe che proprio a Messina la "causa omosessuale" abbia trovato gli interlocutori più sensibili ed attenti, tanto da sollevare polemiche circa una presunta ostilità dei messinesi verso coloro che amano il sesso opposto (ma del resto nessuno è perfetto):
19 agosto 2008
Omofobia parte prima
| inviato da Bluelektra il 19/8/2008 alle 14:39 | |
4 agosto 2008
animale grazioso e benigno
Se penso a te mi viene in mente un animale grazioso e benigno, come dici tu, che sfiora appena l’aria perché nessuno si accorga della sua presenza. Una formichina ligia e silenziosa che sa trascurare con diligenza la disperazione.
Eppure sei intelligente, colta e spiritosa. La tua casa ti assomiglia: piccola come quelle tue manine quasi invisibili, come il tuo corpo tutto concentrato a ridurre gli spazi. Un’inspiegabile stonatura considerando che armonia e bellezza non ti mancano.
Anche le tue parole, quando non sono scritte, si fanno sottili come volessero entrare nelle orecchie dell’interlocutore nella maniera più innocua e indolore possibile.
Solo allo sguardo affidi qualcosa di te, e forse perfino controvoglia. Ma non lo puoi evitare Di puntare i tuoi occhi come due spilli da sarta Proprio dentro ai miei E aspettare che io mi decida a far da carnefice Ma il problema è che entrambe Tendiamo ad affezionarci alla vittima.
| inviato da Bluelektra il 4/8/2008 alle 21:6 | |
28 luglio 2008
Tanto giovane
(foto di J. Saudek)
" Tanto giovane e tanto puttana": ciai la nomina e forse non è colpa tua- è la maglia di lana nera e stretta che sparla di te.
E la bocca ride agra: ma come ti morde il cuore sa chi t'ha vista magra farti le treccce per fare l'amore.
(Giovanni Giudici)
20 luglio 2008
E anche questa giornata la semo quasi tramortita..
Questo video di Antonio Rezza sembra perfetto per esprimere il tedio domenicale, soprattutto quello estivo che in Italia è favorito dalla sospensione di tutte le attività diverse da mangiare, dormire e guardare elisir (sempre utilissimo come coadiuvante del sonno).
La mia eccitante domenica ha rispettato tutti e tre i paramentri sopra elencati ed ora che volge al termine posso pure io finalmente affermare "anche questa giornata la semo quasi tramortita" sperando nell'effetto catartico ed esorcistico della geniale formula creata da Rezza. A voi la possibilità di ascoltarne la versione originale.
19 luglio 2008
Il sogno è l'altare ove si compie il sacrificio dell'io cosciente
La vita si specchia nel sogno e questo, traendola fuori dal limbo dell'insignificanza, le da una forma, la modella secondo le linee di un destino nel quale il sognatore dovrà riconoscersi.
(Augusto Romano)
Questa notte ho sognato molto, ma nelle memoria, al risveglio, non sono rimasti che frammentit: tessere isolate di un puzzle che non potrò più ricomporre, ma il cui disegno giace invisibile tra le pieghe delle mie giornate, tradendo le convizioni.

1) Il Sottomarino
Sono in un sottomarino con due amiche. Scendiamo sempre più in profondità fino a raggiungere gli abissi del mare. I fondali, tuttavia, pur se silenziosi e misteriosi, non sono oscuri:c'è sufficicente luce per vedere cosa ci circonda. Il sottomarino, infatti, è trasparente.Ad un certo punto scorgo un nave, nè antica, nè moderna, adaggiata su di un fianco, affondata chissà quando. A quel punto avverto una certa inquetudine: stiamo navigando già da un pò, ormai siamo lontani dalla riva. Inoltre potremo affondare anche noi. Sento il desiderio di risalire ma penso che non avrei abbastanza fiato per resistere fino alla superficie perchè siamo orami giunti troppo in profondità. Non mi rendo conto di essere all'interno di un sottomarino : non riesco a capire come possa respirare sott'acqua e come poter tornare indietro. Improvvisamente mi ricordo che sono all'interno del sottomarino. Sono sollevata da una parte poichè sò che avrò abbastanza ossigeno per non soffocare, ma, d'altra parte, capisco che non posso risalire autonomamente, senza consultare le persone che sono con me. Allora chiedo alla mie amiche di tornare indietro, loro inizialmente non mi sentono, ma in un secondo momento acconsentono alla mia richiesta ed iniziano le manovre necessarie per uscire dalle profondità del mare.

2) L'appartamento spagnolo
Sono nella casa ove ho abitato quando, in anni ormai lontani, partecipai al progetto erasmus andando a studiare in Spagna. Sto ospitando una mia amica che, a sua volta, ha portato con sè una sua amica. Io mi vergogno un pò perchè la mia casa è un disastro: disordinata, con mobili vecchi. Mi rendo conto di non riuscire a ricordare da quanto tempo sono a Madrid. Chiedo a S: "S, ma da quando sono in Spagna?". S non mi risponde ed io sono proprio disorientata. Mi guardo attorno: la casa è veramente vecchia,anzi, antica, risale al seicento. Ho paura che i muri si possano sbriciolare da un momento all'altro cadendomi addosso. Considero che, in fondo, non rimarrò lì per sempre, ma che devo sbrigarmi ad andarmene per non rischiare di morire.

| inviato da Bluelektra il 19/7/2008 alle 18:29 | |
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